giovedì 31 luglio 2008

The Arboretum in the world - 3 . The Bayard Cutting Arboretum

Terza puntata per il viaggio tra gli arboreti nel mondo. In questo mese caldo ed estivo, l'acqua e il fresco ci stanno bene e così ritornando di nuovo negli Stati Uniti ci dirigiamo nello Stato di New York dove si trova il The Bayard Cutting Arboretum. Un arboreto iniziato nel 1887, sulle sponde del fiume Connetquot, su committenza di William Bayard Cutting (1850-1912) dal paesaggista Frederick Law Olmsted lo stesso che disegnò il Central Park a New York.
(Frederick Law Olmsted 1822-1903)
L'arboretum fu donato allo Stato di Long Island dalla vedova e dalla figlia di Bayard Cutting con la seguente motivazione "per provvedere a un'oasi di bellezza e pace per il piacere , per il riposo , di coloro che si deliziano nel vivere gli spazi all'aperto e per far comprendere la grande importanza e il valore (per lo spirito) degli alberi piantati informalmente" . Il video è amatoriale ma ben fatto. Nel 1985 l'uragano Gloria spazzò via una parte della collezione più antica di conifere. Notevole è la collezione delle numerose specie arboree che è possibile andare a vedere sul sito ufficiale dell'arboreto:
http://www.bayardcuttingarboretum.com/
Questo è invece un video girato in alta definizione nel quale si possono vedere 
gli alberi che vivono nell'arboreto. 

Leif Kullmann




Leif Kullman è uno scienziato serio ed affermato dell'Università di Umea (con anni di studio sul campo e numerose pubblicazioni) che è venuto alla ribalta grazie ad una notizia di agenzia vaga e imprecisa (che si è moltiplicata attraverso un azione di copia e incolla su internet, dubitare sempre di queste notizie...) che riportava la scoperta dell'albero più antico del mondo, un abete (Spruce in inglese) con più di 8000 anni grazie . appunto al lavoro di Kullmann e del suo staff. In realtà l'albero non è uno ma sono diversi. E diverse sono le zone dove si sono svolte e ancora si stanno svolgendo le ricerche. Montagne svedesi al nord di Lapland e al sud di Dalarna. Gli alberi in questione seppelliti da sempre (tranne nel breve periodo estivo) sotto i ghiacci sono riusciti a sopravvivere alle dure condizioni di temperature impossibili grazie alla loro capacità di rinnovarsi ogni anno ed emettere un nuovo tronco da quello morto. Il fatto che siano "riemersi" è una dimostrazione dei cambiamenti climatici del "riscaldamento globale" attualmente in corso. Interessante sarebbe conoscere maggiori notizie direttamente dall'interessato : se qualcuno vuole muoversi in tal senso ( e parla bene lo svedese o semplicemente l'inglese) ecco i suoi contatti
Leif Kullman
Professor of Physical Geography at Umeå UniversityPhone:
46 90-786 68 93 070-5641848

mercoledì 30 luglio 2008

Hommage to Jacques Brosse Libreria Libri liberi Firenze

(1922-2008)
Jacques Brosse, e lo zen degli alberi.
di
Antimo Palumbo
E’ vero che per me gli alberi sono dei maestri – di cosa non saprei dirlo- ma dei maestri silenziosi, dei maestri del silenzio. Non sono il solo a pensarlo” . Queste parole semplici e sagge introducono il ricordo e l’omaggio a Jacques Brosse, l’insigne autore di “Mitologia degli alberi” , scomparso all’alba del 3 gennaio di quest’anno, a 86 anni, a Sarlat nella verde Dordogne francese. Naturalista, monaco zen, storico del cristianesimo e filosofo, presenza fondamentale per ciò che riguarda la cultura dell’albero, oltre a “Mitologia degli alberi” pubblicato nel 1989 per le edizioni Plon (tradotto e pubblicato in Italia dalla Rizzoli) un testo “pietra miliare” letto, citato, da molti copiato: “l’abecedario della storia degli alberi”, è stato autore di diversi libri dedicati agli alberi. Ricordiamo : “La magia delle piante “ Edizioni Studio Tesi, 1992 ; “Gli alberi : storia e leggende” Allemandi 1989, per il quale ha ricevuto il 28 Gennaio del 1989 l’importante Premio internazionale Nonino riservato ad uno scrittore straniero purché pubblicato in Italia; la “Larousse des arbres et des arbustes” (2000) e “L’Arbre et l’Eveil” Albin Michel 1997 ancora non pubblicati in Italia. Ricchi, affascinanti, pieni di amore per gli alberi e per i boschi, i suoi libri come la sua vita, uno sciame di esperienze diversificate che si sviluppano producendo quello che succede agli autentici saggi : “il loro pensiero e la loro esistenza viaggiano sempre in armonia”. Un’esistenza che inizia il 21 agosto del 1922 a Parigi. Quarto figlio di cinque, di una famiglia di industriali borghesi, viene iniziato dal fratello Pierre, di 18 anni più grande, allo studio della natura e alla conoscenza della storia. Studente curioso e irrequieto studia il cinese e le culture orientali. Fondamentale l’incontro con Simonne Jacquemard ( a sua volta scrittrice, autrice, tra l’altro di “Pitagora e l’armonia delle sfere”.) che sposerà nel 1955 e che resterà al suo fianco fino all’ultima ora. Nel 1945 diventa amico di Albert Camus che pubblica sulla sua rivista “L’Arche” il suo primo testo .”Il Segreto”. Un testo che lo fa conoscere ai servizi diplomatici francesi che lo nominano corrispondente della Radio Francese alle Nazioni Unite di New York. Ma lì rimarrà per poco ,solo due anni. Ritorna in Francia e nel 1953 entra alle edizioni Robert Laffont come redattore capo di enciclopedie e collezioni, dove vi rimane fino al 1981. Nel 1956 si trasferisce nella Dordogne dove , insieme a Simonne, crea due riserve naturali : la Devinerie en Sarthe du sud a 30 km da Mans (1965-1988) e le Verdier presso Eyzies nella Dordogne del Sud ( 1988-2003). Prolifico autore di numerose opere e testi, è del 1956 la sua opera più importante “L’ordine delle cose “ .Dopo il breve periodo dell’”espansione di coscienza” legate alle sue varie amicizie, tra gli altri :Alan Watts, Henri Michaux , Lanza del Vasto, Jean Cocteau negli anni settanta si apre alla strada mistica : lo zen e il buddismo. Allievo del maestro zen Taisen Deshimaru nel 1974 viene ordinato monaco e nel 1982 , dopo la morte del suo maestro diventa a sua volta insegnante e maestro e fonda nel 1996 l’Associazione Zen Doshin. Nel 1987 riceve le Grand Prix de Letterature de l’Académie Francaise per l’insieme delle sue opere. L’ultima delle quali, il suo testamento spirituale, scritto nel Settembre 2007 , è “ Pourquoi naissons-nous et autres question impertinentes” Albin Michel (Settembre 2007).
Mercoledì 10 Settembre 2008 Libreria Libri Liberi Via San Gallo, 25-27r Firenze
ore 18.00
Hommage to Jacques Brosse

Antimo Palumbo, scrittore e storico degli alberi, Presidente dell’Associazione Adea amici degli alberi in un incontro pubblico presso la libreria Libri Liberi di Firenze ( nella foto il grazioso giardino che , tempo permettendo, ospiterà l'incontro) ne ripercorrerà la ricca e affascinante biografia. L’omaggio dell’Associazione alla sua opera e dedizione e amore per gli alberi verrà intervallato da alcuni brevi estratti del suo pensiero e delle sue opere recitate dal vivo dall’attore : Riccardo Biffoli.

Faranno da cornice all’incontro le foto di Lucilla Lauricella 

“Le facce degli Alberi” 


La Storia dei 12 Alberi di Roma
incontro- conferenza
di
Antimo Palumbo
Sabato 9 Agosto
Estate sampolese San Polo dei Cavalieri (Roma)
ore 18.00 Sala polifunzionale.
Lunedì 11 Agosto
Letture d’estate lungo il fiume fra gli alberi
ore 21.00 Giardini di Castel Sant'Angelo Roma
Sabato 6 Settembre
Parco Madre Teresa di Calcutta
ore 20.00 Viale Palmiro Togliatti Roma
Un incontro conferenza con immagini della durata di novanta minuti. Un viaggio tra gli alberi di Roma che parte dal Ficus ruminalis e la leggenda della fondazione di Roma per arrivare alle palme gemelle che dominano dall'alto della loro grazia e flessibilità lo skyline dei fori romani.

I 12 Alberi
1. Il Ficus ruminale dei Fori.
2. Il Quercus Iovis del Campidoglio.
3. Il salice del Viminale.
4. L’alloro di Livia Drusilla.
5. L’Acacia farnesiana del Palatino.
6. Le Palme gemelle dell’Ospedale della Consolazione. I
7. I cipressi di Villa Ludovisi.
8. I Platani dei piemontesi.
9. I Pini di Ottorino Respighi.
10. L’olmo dei papi.
11. La Phytolacca dioica del Campidoglio.
12. L’albero della principessa di Piazza della Chiesa Nuova.

Info line
06/43.86.318 - 339 762.50.85

venerdì 25 luglio 2008

Furono le stelle?

Alberi e stelle, o alberi che diventano stelle. Spesso passeggiando nei parchi alla scoperta di alberi straordinari mi tornano in mente le parole della famosa poesia di Federico Garcia Lorca.
ARBOLES
Alberi,
foste frecce
dall’azzurro cadute?
Quali crudeli guerrieri vi scagliarono?
Furono le stelle?
Le vostre musiche vengono dall’anima degli
uccelli ,
dagli occhi di Dio,
dalla passione perfetta.
Alberi!
Riconosceranno le vostre radici
Il mio cuore in terra?
(1919)
In questo bellissimo video "trovato " (moltissimi sono i video con slide di alberi e musica in sottofondo, difficile trovare quelli interessanti) su You Tube invece sembra che gli alberi si ricolleghino alle stelle. La musica in sottofondo è la canzone "Brilliant Trees" di David Sylvian uscita per la prima volta nell'album Brilliant Trees, 1984 Virgin
Per maggiori informazioni sul musicista
Un video da vedere e ascoltare

venerdì 18 luglio 2008

Gli Alberi da brivido

Un "altro colpo" di Marco Pacchierotti, che ha scovato sul sito web del Corriere della Sera una Gallery di immagini di alberi definite da brivido. Bellissime e assolutamente da non perdere.
Per vederle cliccate sul link sotto
Andate a visitare, visto che siamo in tema , anche il bellissimo sito di Lucilla Lauricella
A proposito invece di alberi che crescono all'interno di cancelli e si fondono con le sbarre (come si vede in una foto) andate alla Chiesa di San Gregorio al Celio a Roma . In prossimità dell'ingresso principale un vecchio alloro (Laurus nobilis) si è "fuso" con la cancellata. Uno spettacolo incredibile da vedere da vicino. 
Questo è il video dell'alloro di San Gregorio. 

lunedì 14 luglio 2008

Bruce Davidson e l'emozione degli alberi di Parigi.

Riceviamo dal nostro socio Marco Pacchierotti un contributo sull'opera che il grande fotografo americano Bruce Davidson , dell'Agenzia Magnum, ha voluto dedicare alla Natura a Parigi con una mostra che si è svolta lo scorso anno dal 13 Giugno al 2 Settembre.
LA NATURA DI PARIGI
"Parigi è chiamata sia la "Città della Luce" che la "Citta dell'amore" . E' anche la città dei grandi musei , della grandi facciate, dei monumenti storici, e dei ponti graziosi che titillano gli occhi, informano la mente e ringiovaniscono lo spirito. C'è un'altra Parigi a Parigi ,fatta di parchi pubblici a giardini in tuttà la città, e ancora un'altra . di giardini segreti che sono nascosti dietro mura private talvolta inaccessibili. Parigi ha accolto negli anni la produzione di un enorme numero di fotografi come: Eugene Atget, Henri Cartier Bresson, Willy Ronis, Robert Doisneau e Brassai . Le loro immagini di Parigi si sono impresse nel mio essere nei cinquant'anni della mia vita fotografica. Io sapevo che avrei dovuto superare una sfida per creare una visione di Parigi che fosse personale, appassionata e vera. E sapevo che avrei avuto bisogno di un lavoro che fosse un work in progress per la sua caratteristica di essere senza fine. E per questo che iniziai ad esplorare gli spazi verdi urbani di Parigi. Divenni consapevole dei suoi alberi antichi esposti al vento, della varietà di fiori e della schiera di piante vitali che sono parte integrale dell'esperienza parigina e aiutano a definire la sua bellezza e il suo significato. E pensavo a quali alberi vedevo e quali avrei dovuto rappresentare. La loro esperienza mi aveva ispirato la passione e sosteneva le mie richiesta durante il progetto.
In una giornata di inverno mentre vagavo per i Giardini del Luxembourg mi capita di osservare l'emozione provocata dai rami nodosi degli ippocastani che constrastano stoicamente contro il cielo opaco.

Mentre cammino lungo le banchine della Senna noto le forti e allo stesso tempo sensuali radici intrecciate di un solitario tiglio aggrappato alla terra per prendere i suoi nutrimenti e sopravvivere mentre il fiume gentile gli scorre accanto.

In un pomeriggio di tarda estate dietro Notre Dame trovai un giardino segreto con un letto di rose in piena fioritura. Nello sfondo le volanti ed legate a contrafforti ed diaboliche Gargoyles si vedono in contrasto con le fioriture intricate. Vicino alla base della Torre Eiffel ho scoperto invece un vecchio albero con il suo tronco consumato dal tempo e con i rami sporgenti che sembrano intrecciarsi con con le travi d'acciaio della struttura della Torre. Alla fine si fondono assieme e scompaiono nello spazio. Al Parco floreale di Vincennes oscurato sotto i bassi e accessibili rami di un albero ombroso io fotografo famiglie con bambini in movimento, amanti abbracciati , e figure solitarie sdraiate su prati lussureggianti. In Autunno io salgo sui gradini di pietra del Parco de la Turlure sulla cima di Montmartre.

Lì trovo fiori selvaggi sbocciati che si sovrappongono ai nudi rami di una robinia. La cupola del Sacre Coeur si protende sulla cima come una luna piena che sorge in una distesa desolata. In quel momento io sento che io sono nella Natura e la Natura è con me , sebbene presto realizzo che tutto ciò succede mentre sono in una città di di strade vitali, traffico pesante e congestionato. La vita delle piante che ho incontrato nei parchi e nei giardini da un dimensione del significato alla città della luce, la città dell'amore. Questa è la natura di Parigi."
L'INTERVISTA
Questo invece un passaggio dell'intervista rilasciata alla rivista americana FOCUS sul numero di Aprile 2008, in cui il passaggio chiave (per gli appassionati di Alberi, beninteso!) era il seguente:

FOCUS: "Qual'è il suo interesse nel fotografare attualmente?"

BRUCE DAVIDSON: "Sono interessato all'equilibrio della Natura e al significato della vegetazione che a volte passa inosservata nelle nostre vite. Ho appena finito un grande lavoro chiamato "La Natura di Parigi". E' andato in mostra alla "Maison Européenne de la Photographie" (M.E.P.) a Parigi. La mostra si è inaugurata nel Luglio del 2007 e si è chiusa a Settembre. A Parigi io penso di aver fatto un omaggio alla vegetazione. In questa città i monumenti prendono il sopravvento. Noi andiamo alla Torre Eiffel ma non ci rendiamo conto che un vecchio albero di 500 anni gli sta crescendo accanto. Quando noi andremo a vedere le foto questo sarà evidente. Il mio interesse è quello di far risvegliare la coscienza della gente , e la mia inclusa, al significato e alla necessità e al bisogno per uno spazio verde e ricco di una vegetazione.

Maggiori informazioni su Bruce Davidson si possono avere a questo link 

martedì 8 luglio 2008

Premio Ippolito Pizzetti

Riceviamo dall'Aiaap
l'Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio
la notizia del
Premio Ippolito Pizzetti

Al paesaggista italiano  e maestro del giardinaggio scomparso il 15 agosto dello scorso anno è stato dedicato il premio Ippolito Pizzetti rivolto a tutti coloro che svolgono un'attività progettuale o sono autori di saggi sul paesaggio ( e quindi anche che riguardano gli alberi ).

Associazione Italiana Architettura del Paesaggio

presenta

il Premio Ippolito Pizzetti, aperto a tutti coloro che svolgono un'attività progettuale o sono autori di saggi e/o tesi di laurea sul paesaggio. Sono esclusi i progetti e/o saggi già vincitori di altri premi. La partecipazione è gratuita. Chi è interessato a partecipare deve inviare il proprio testo entro e non oltre il 4 Ottobre 2008 al recapito della Sezione Centro peninsulare dell'AIAAP .

Per maggiori informazioni 

o scaricare il bando di concorso cliccare su questo link 


giovedì 3 luglio 2008

The Arboretum in the world - 2. The National Westonbirt Arboretum


Continuiamo il nostro viaggio tra gli arboreti del mondo. Questo mese ci fermiano sul Westonbirt Arboretum. Un arboreto inglese che si trova nel Gloucestershire nella zona di Cotswold in Inghilterra. Creato nel 1829 da Robert Stayner Holford miliardario e collezionista di opere d'arte e "alberi" a dimostrazione che non sono forse anche gli alberi delle opere d'arte viventi?  Il nome della specie di un pino porta il suo nome, il Pinus x holfordiana A.B.Jacks. .

Robert Stayner Holford (1808-1892)

L'arboreto nazionale contiene più di 18000 alberi numerati con 100 esemplari monumentali. Il video mostra la gita del 12 Novembre del 1995 di un tranquillo ed elegante englishman: Graham e di sua moglie Perry, ( e nipotini) che percorrono muniti di apposite galosce gli stupendi sentieri della tenuta inglese accesa nei fantastici colori autunnali degli aceri. In questi giorni caldi e afosi , vedere un pò di autunno può aiutare a rinfrescare le menti e gli spiriti. Un'occasione anche per programmare sin da adesso una visita all'arboreto nel periodo ottobre/novembre sicuramente il periodo più bello dell'anno. E per chi non programmerà un viaggio così lontano ci sarà ad ottobre/ novembre (la data dipenderà dal tempo, il viraggio del colore dipende molto da diversi fattori atmosferici ) la visita riservata ai soci dell'Associazione Adea amici degli alberi , alla collezione di aceri e liquidambar(che per l'occasione si esibiranno nei loro spettacolari rossi colori) di Alessandro Biagioli in Sabina. Vi auguro una buona visione!


Maggiori informazioni sull'Arboreto

http://www.forestry.gov.uk/westonbirt

e sulla storia di Robert Stayner Holford
http://www.holfordtrust.com/