sabato 19 dicembre 2009

Il grande albero
di Susanna Tamaro
Segnaliamo con grande piacere una new entry tra gli Amici degli alberi quella della scrittrice Susanna Tamaro, che nel suo ultimo libro "Il grande albero" pubblicato da Salani (una fiaba piena di vita, speranza e poesia, dedicata ai bambini, e capace di parlare agli adulti ) rende protagonista della sua storia dolce e magica un abete, un Abies alba (ma dovrebbe essere un Picea abies) che da Signore del bosco finirà attraverso varie peripezie in piazza San Pietro a Roma come albero di Natale. Noi l'abbiamo letto e l'abbiamo trovato bellissimo, ricco di magia e contenuti tutti "dalla parte degli alberi". Si parla di miracoli "Ci vorrebbe davvero un miracolo perchè l'uomo riuscisse a comprendere la propria somgilianza con gli alberi"e di radici e di amore: la forza e la luce per vivere e cambiare nella vita. ". Un libro da leggere, diffondere e regalare. Grazie Susanna per il tuo messaggio e per la tua poesia.
Buon Natale a tutti, sempre "dalla parte degli alberi".
La trama :
"Questa favola racconta di un abete che, inizialmente, è talmente piccolo da confondersi con le foglie dell’erba, ma poi diventa un albero possente che troneggia nel mezzo di un bosco e suscita ammirazione da parte di chiunque.La sua vita è diversa da quello degli altri alberi, incontra l’imperatore austriaco Francesco Giuseppe, viene accarezzato dalla principessa Sissi, si trova ad ascoltare i versi dei poeti e le frasi degli innamorati, ma, non è tutto rose e fiori, infatti rischia il suo legno, perché vorrebbero farlo diventare un violino. Un giorno, però, tutto cambia e viene portato nella piazza San Pietro a Roma per diventare un albero di Natale. Il suo destino sembra segnato, sembra non esserci più scampo, poiché tra lo smog della città, i rumori e l’agitazione, rischia di morire. L’abete, però, non si arrende e, fortunatamente, fa un incontro particolare. Crik è uno scoiattolo dal colore ramato, che abita sui suoi rami e che assieme ad un piccione, Numa Pompilio, cercherà in tutti i modi di salvarlo e tornare con lui nel bosco, nel suo habitat naturale. E intanto un uomo vestito di bianco, un puntino visto da piazza San Pietro, si affaccia dalle sue stanze e fa calare il silenzio in mezzo alla folla che resta a guardarlo in adorazione. Il Papa, è lui l’uomo speciale che può veramente aiutarlo e rendergli la sua vita migliore, quella passata.
Cliccando sulla foto sopra potrete ascoltare il primo capitolo
del libro letto da Susanna Tamaro


Questa la recensione di Giulia Pacella uscita su "Elle"
"A un anno da Luisito, Susanna Tamaro ritorna in libreria con una fiaba piena di vita, speranza e poesia, dedicata ai bambini, ma – soprattutto – capace di parlare agli adulti. Il grande albero, infatti, è una storia d’amore sulla natura e sulla continuità della vita, una favola moderna in cui il protagonista è un abete centenario, che dovrà lasciare la sua radura per diventare l’albero di Natale di piazza San Pietro. Dietro la semplicità della trama si nasconde un vero racconto per l’anima, «un invito – come lo ha definito dalla stessa autrice – a ritrovare la capacità di ascoltare e vedere, a riscoprire e apprezzare la meraviglia di ciò che ci circonda con lo stupore e gli occhi di un bambino!». Ed è proprio questo il ruolo narrativo affidato a Crik – lo scoiattolo che vive sul grande albero – che ci guida in questa storia attraverso le sue avventure, determinato com’è a salvare il saggio abete dalla sua triste fine per riportarlo nel bosco. Il piccolo e ingenuo animale, infatti, è la rappresentazione della passione, della determinazione, della gioia di stupirsi per le cose semplici, è la volontà di lottare per qualcosa sfidando tutto, anche il destino. Un inguaribile ottimista da cui prendere spunto, perché come afferma lo stesso Crik: «Il destino non è nostro nemico. Ci offre solo l’occasione di diventare grandi!».
e al link seguente potete leggere l'intervista all'autrice ed altre recensioni

mercoledì 16 dicembre 2009

L’abete risuona.
La tradizione dell’albero di Natale attraverso letture suoni e immagini.
Venerdì 18 Dicembre ore 17

Teatro Biblioteca Quarticciolo
Via Castellaneta 10 Roma
Informazioni tel. 06/45460701

All’interno della manifestazione “Roma città Natale : una festa unica al mondo “ organizzata dall’Istituzione delle Biblioteche di Roma, in tutte le biblioteche della città, Venerdì 18 Dicembre ci sarà presso il Teatro Biblioteca Quarticciolo alle ore 17 un incontro gratuito aperto a tutti che vedrà protagonista l’albero : l’abete nella sua tradizione natalizia. Sara Marchesi dell’Associazione Un Amleto di troppo leggerà ed interpreterà storie e leggende del Natale ed eseguirà (suonando la fisarmonica e percussioni) canti tradizionali natalizi, mentre Antimo Palumbo, Storico degli alberi, ripercorrerà con l’aiuto di immagini in formato slide , la storia dell’albero di Natale dall’antichità ad oggi, tracciando anche le caratteristiche tecniche e botaniche dell’ Abete rosso ,Picea abies, il Tannenbaum per eccellenza.

lunedì 23 novembre 2009

Gli alberi nuovi
Storie di illustratori botanici dei grandi viaggi per mare
tra il XVIII e il XIX secolo.

Banksia coccinea disegnata da Ferdinand Bauer

una conferenza

di
Antimo Palumbo

Domenica 6 Dicembre 2009

ore 12.00

Faleria (Vt)
in occasione del Convegno
La foto rupestre 2009
Il viaggiatore tra storia, archeologia e natura in un appuntamento tra arte e scienza
Ingresso gratuito
Documentare fedelmente e catalogare, due necessità che da sempre contraddistinguono la ricerca scientifica e in particolar modo quella botanica. In una conferenza della durata di sessanta minuti ripercorreremo insieme le storie appassionate e avvincenti dei grandi viaggi per mare di James Cook , Louis Antoine de Bougainville, Alexander von Humboldt e degli illustratori botanici , che parteciparono a questi viaggi per riportare su carta, attraverso schizzi e disegni , le preziose informazioni sulle nuove specie di alberi e piante ,completamente sconosciuti ai nostri emisferi, che i botanici andavano scoprendo in gran numero. In un’epoca nella quale la fotografia non era stata ancora inventata, gli illustratori, pittori e artisti, precursori dei fotoreporter dei nostri tempi, spesso lavorando nell’anonimato e in condizioni impossibili diedero il loro importante contributo alla scienza botanica e alla storia degli alberi, grazie alle loro tavole che portarono nella cultura europea la conoscenza di alberi nuovi dai fiori e frutti meravigliosi e straordinari e la possibilità successiva di piantarli e crescerli al di fuori del proprio habitat naturale.
Come raggiungere Faleria :
S.S. Flaminia direzione Civita Castellana, bivio Rignano Flaminio S.P. Falisca.
S.S. Cassia bis, uscita Settevene direzione Mazzano Romano.
In occasione del Convegno, da parte degli organizzatori, è stata fatta una convenzione con il ristorante Antica Stabia di Faleria che organizzerà il pranzo con due primi, 2 secondi, contorno e bevande al prezzo di 15 euro.
E' preferibile prenotare entro sabato 5 allo 0761587631.

venerdì 20 novembre 2009

Riserva Naturale Regionale Monterano
Sabato 28 Novembre 2009

Appuntamento ore 10 Piazza Tubingen (di fronte all'ingresso della Riserva)

L'Associazione Adea amici degli alberi organizza per la mattina di Sabato 28 Novembre una visita gratuita riservata ai soci dell'Associazione alla Riserva Naturale Regionale Monterano. Sarà un'occasione per scoprire un'area verde protetta di incomparabile bellezza e per conoscere ed esplorare i suoi alberi ricchi di storia e tradizione. In particolare andremo insieme a scoprire il Ficus carica, fico comune, che cresce oramai da diversi anni all'interno della grande chiesa sconsacrata. La Riserva Naturale Monterano, istituita nel 1988, tutela uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana, tra i Monti della Tolfa e i Monti Sabatini, tutelati da un’altra area protetta. La Riserva Naturale, con i suoi paesaggi naturali e le rovine dell’antica Monterano (con il suo palazzo ducale, l’acquedotto su ardite arcate, la splendida fontana berniniana del leone, il Convento di S. Bonaventura e il tessuto di edifici minori che spesso affondano le loro radici su antiche preesistenze etrusche) in cui sono stati ambientati decine di film, dopo un ampliamento dei suoi confini nel 1993, copre oggi poco più di 1.000 ettari di terreno, che custodiscono una grande varietà di ambienti ed una esuberante biodiversità .Boschi collinari, forre vulcaniche con vegetazione tipica e felci rarissime, prato-pascoli con la loro tipica flora e fauna; il tutto attraversato da un corso d’acqua, il Fiume Mignone. Inclusa nei Siti di Interesse Comunitario che costituiscono il patrimonio dell’intera Unione Europea, la Riserva nutre un grande interesse storico-archeologico, ma è anche fonte di continue suggestioni paesaggistiche. Oggi questo ricco patrimonio culturale, grazie alla presenza dell’area protetta, è oggetto di accurati restauri conservativi che contrastano l’incessante opera demolitrice del progresso, degli uomini e del tempo.

http://www.monteranoriserva.com/wp/index.php

La partecipazione è gratuita, riservata ai soci dell'Associazione, a numero chiuso (max 30 persone). Si può prenotare mandando una mail a amicideglialberi@hotmail.com o un sms al 339.762.50.85 o un messaggio allo 06/43.86.318. Una volta raggiunto il numero di 30 prenotazioni metteremo un avviso sul blog che annuncia la chiusura delle iscrizioni. L'appuntamento è per le ore 10 davanti all'ingresso della Riserva in piazza Tubingen nei pressi di Canale Monterano.

Come arrivare : in auto e con mezzi propri:

- da Roma Nord: Cassia Veientana (Cassia Bis) - Cesano - Osteria Nuova - Bracciano - Manziana - Canale Monterano;
- da Roma Sud: Raccordo Anulare - Aurelia o Autostrada per Civitavecchia - Cerveteri -Bracciano - Manziana - Canale Monterano.
In treno : linea regionale Roma/Viterbo/Roma - FR3
Da Roma Ostiense la mattina di sabato partono due treni per raggiungere in tempo l'appuntamento : il primo parte alle ore 7.52 arriva alle 9.03 a Manziana (consigliato) il secondo parte alle 8.52 e arriva alle 10.03 a Manziana). Dopo la Stazione Ostiense si ferma a : Roma Trastevere - Roma S.Pietro - Valle Aurelia - Appiano Proba Petronia - Roma Balduina - Gemelli - Monte Mario - S.Filippo Neri - Ottavia - Ipogeo degli Ottavi - La Giustiniana - La Storta - Formello - Olgiata - Cesano di Roma - Anguillara -Vigna di Valle Bracciano - Manziana - Canale Monterano.

domenica 1 novembre 2009

Gli alberi di Kahlil Gibran
"Trees are poems the earth writes upon the sky.
We fell them down and turn them into paper.
That we may record our emptiness."
La statua di Kahlil Gibran (1883-1931) che si trova nei pressi
della sua abitazione e dalla quale, quasi magicamente, un pino sembra sbucare dalla sua testa.
Riceviamo da Cynthia questo splendido reportage del suo viaggio a Bsharre (o Bcharrè) nel Libano patria del poeta Kahlil Gibran e delle secolari ed originarie foreste di Cedro del Libano che si trovano sulle montagne , a 2000 metri di altezza, sulle quali il Re Salomone mandò " quattro volte ventimila taglialegna" per procurarsi il legno con il quale avrebbe costruito poi il Tempio di Gerusalemme.
La città di Bcharrè vista dall'alto.
Gli Alberi di Khalil Gibran
Bcharrè, Libano settentrionale, è la città natale di Khalil Gibran un caratteristico villaggio di montagna. Il tragitto in macchina da Beirut è piacevole il paesaggio brullo, arso ricorda molto l'entroterra abruzzo-molisano. La casa natale del poeta è molto bella, piccola, raccolta, modesta e antica. Anche il museo , situato nel Monastero di Mar Sarkis vicinissimo alla casa, è affascinante soprattutto la raccolta dei suoi dipinti, la biblioteca e la tomba, semplice ed essenziale, dove è visibile in arabo la seguente iscrizione “Qui giace il nostro profeta Gibran: io non lascio dietro di me un pensiero, ma un cuore dolce di fame e di sete“.Il tutto è immerso nella foresta dei cedri, che purtroppo sta scomparendo. Oggi si cerca, attraverso un programma governativo, di ricreare un vivaio di questi alberi, emblema della nazione, un cedro è anche sulla bandiera. Purtroppo queste piante crescono molto lentamente, e ci vorrà del tempo prima che le meravigliose Foreste dei Cedri Sacri, patrimonio Unesco, possano tornare alla originaria bellezza. Un pò come lo stesso Libano che tenta con tanta energia di dimenticare le distruzioni del passato ricostruendo minuziosamente, puntando in alto per risollevarsi da tanto orrore con energia e speranza.
La foresta secolare di Cedri del Libano patrimonio mondiale dell'Unesco.

Uno stupendo e secolare Cedro del Libano.

martedì 20 ottobre 2009

La Collezione di Aceri di Alessandro Biagioli
Secondo annoFoto del nostro socio Marco Casini realizzata nella prima edizione.
Borgo Quinzio (Rieti)
Domenica 1 Novembre 2009

L'Associazione Adea amici degli alberi
organizza una visita

alla collezione di Aceri ( quasi 150) di Alessandro Biagioli che si trova a Borgo Quinzio.Una visita eccezionale, dato che la collezione di Aceri è una delle più grandi e importanti d'Italia. E' stata scelta questa data perchè potrebbe coincidere con lo spettacolare viraggio in rosso delle loro foglie (ma su questo vedi nota alla fine del post) . La partecipazione è gratuita, riservata ai soci dell'Associazione, a numero chiuso (max 30 persone). Si può prenotare mandando una mail a amicideglialberi@hotmail.com o un sms al 339.762.50.85 o un messaggio allo 06/43.86.318. Una volta raggiunto il numero di 30 prenotazioni metteremo un avviso sul blog che annuncia la chiusura delle iscrizioni. L'appuntamento è per le ore 10.30 davanti al Bar Incontro che si trova al 40 °km sulla via Salaria, poco prima del bivio per Borgo Quinzio.
Come arrivare : o con mezzi propri ( data la quasi contemporaneità della commemorazione dei defunti e l'aumento del traffico sulle strade dirette verso il Cimietro Flaminio si consiglia per arrivare di prendere la bretella dall'entrata di Roma Est.) o con il bus Cotral (Partenza ore 9.15 Stazione Tiburtina scendere bivio Borgo Quinzio, per maggiori informazioni chiamare il numero verde Cotral 800.174.471.)

Il viraggio degli Aceri

tratto da

"Abbracciare gli alberi"di Giuseppe Barbera

"le antocianine, i pigmenti del rosso e del violetto, si formano invece nella foglia che invecchia a partire dagli zuccheri che essa ha prodotto. La colorazione sarà più intensa quando giorni tiepidi e luminosi si alternano a notti fredde. Non è questione di tecniche colturali né (in parte) delle scelte varietali: sia questo un sollievo a chi non riesce, nei giardini dove gli autunni sono freddi e nuvolosi a uguagliare i colori degli aceri dell'Indian summer americano o dei giardini giapponesi".


mercoledì 14 ottobre 2009

Domenica 18 Ottobre 2009
Giornata mondiale dell'albero allegro
World day of lively tree
Gli alberi oltre a darci ossigeno ed ombra ci danno vita, bellezza e benessere. E attenendoci a queste saggi insegnamenti che proponiamo la proposta della Libera Repubblica di Alcatraz di Santa Cristina in provincia di Gubbio diretta da Jacopo Fo che ha indetto per Domenica 18 Ottobre la giornata mondiale dell'albero allegro. Una proposta positiva ed originale dedicata a tutti quegli alberi che vissuti, curati e rispettati e tenuti in considerazione dagli uomini (perchè importanti) non possono che essere allegri. Un'occasione per vivere gli spazi verdi ed andare a ricercare alberi belli e felici di esistere (pertanto allegri).
Giornata Mondiale dell'Albero Allegro
La bandiera della libera repubblica di Alcatraz
Il Comunicato

La libera repubblica di Alcatraz è il definitivo distacco dalla stupidità,l'accidia e la noia dello stato italiano e la creazione di una rete di persone frizzanti, poetiche e soprattutto umane. Per questo come abbiamo detto NO al nucleare, così declamiamo con voce decisa NO all'albero insoddisfatto! No all'albero imbellettato e potato a forma di siluro! No all'albero pieno di pesticidi e veleni coi frutti pitturati di rosso che sanno di mozzarella sciapa! No all'albero circondato da palazzi grigi, scemi e ecoillogici che l'unico profumo che sente è quello di qualche regalino dei cani del quartiere!
Oggi indiciamo la Giornata Mondiale dell'Albero Allegro!
Quì sulle colline di Alcatraz ce ne sono migliaia: ad esempio c'è un ciliegio pieno di bambini e vecchietti che si sono arrampicati e si fanno la guerra sputandosi i noccioli, poi c'è un olivo con un'amaca appesa che oltre ad essere allegro è anche molto saggio perchè lì sotto ti vengono un sacco di idee geniali. Più in la c'è un faggio vecchissimo dove d'estate si posano decine di farfalle che se ci passi vicino svolazzano tutte contemporaneamente e ti fanno girare la testa. Proprio adesso c'è un albero alto almeno quindici metri in fiore pieno di api ed insettini canterini che più allegro non si può! Per non parlare degli alberi pieni di nidi, altalene, casette di ragazzini e resine profumate e medicamentose!
Per una buona volta puoi contribuire senza pagare un eurino: trova un albero allegro o fanne sorridere uno e mandaci una foto a

info@repubblicadialcatraz.com

e la pubblicheremo sul sito ufficiale della Libera Repubblica di Alcatraz http://www.repubblicadialcatraz.it/
e ricordati che dobbiamo agli alberi ogni nostro sospiro di sollievo!

domenica 11 ottobre 2009

Gli alberi della Luna
L’ Apollo 14 lanciato nel pomeriggio del 31 Gennaio 1971 diede la possibilità all’uomo di raggiungere per la terza volta la Luna. Cinque giorni dopo Alan Shepard ed Edgar Mitchell si cimentavano per la rara e storica passeggiata sul suolo lunare. Ad aspettarli invece nel modulo di comando "Kitty Hawk" che orbitava intorno alla luna c’era Stuart Roosa , 38 anni, tra i sedici astronauti scelti nella selezione del 1966, che portava con se, udite udite , un contenitore pieno di semi di alberi appositamente scelti e controllati dall’ U.S. Forest Service. Nella missione del 1971 gli astronauti infatti furono autorizzati a portare piccoli e leggeri effetti personali (Alan Shepard portò un set di palle da golf) e Stuart Roosa ( che già dagli anni cinquanta faceva parte degli smoke jumper uomini intrepidi e coraggiosi che si fanno paracadutare in zone di incendio per spegnerli da vicino) , decise di fare un omaggio al Servizio Forestale nazionale portando con se in un piccolo contenitore dai 400 ai 500 semi dei seguenti alberi : Pinus taeda (Loblolly pine) – Platanus occidentalis (American sycamore) - Liquidambar styraciflua (Sweetgum) - Sequoia sempervirens (Redwood) - Pseudotsuga menziesii (Douglas fir). Questo esperimento fu compiuto per capire se l’ assenza di gravità avrebbe comportato qualche modifica alla vitalità dei semi. Invece, nonostante l’apertura accidentale della scatola che conteneva i semi (e il loro mescolamento) al ritorno della missione durante le operazioni di decontaminazione, molti di questi (dai 420 ai 450) germinarono e le piantine iniziarono ad essere piantate in occasioni di feste e anniversari un po’ per tutta l’America e non solo. Un Pinus taeda fu piantato alla Casa Bianca, altri in Svizzera e in Brasile, uno fu donato all’Imperatore giapponese. Cliccando sulla foto che segue c’è la lista completa di tutti i “Moon trees”.
Sycamore Moon Trees piantato alla Booker Elementary School in Hampton Virginia il 30 Aprile del 1976
Dai primi alberi della luna originali inoltre sono già nate le seconde generazioni i cui semi si possono comprare anche in rete.” (i semi di un Moon sycamore - quindi Platanus occidentalis- si trovano a solo 39 dollari a questo link). Non rimane altro che ricordare la memoria di Stuart Roosa nato il 16 Agosto del 1933 e scomparso quindici anni fa il 12 Dicembre del 1994, grande astronauta (partecipò anche ad altre spedizioni spaziali : Apollo 9, Apollo16, Apollo 17) e amico degli alberi.

sabato 10 ottobre 2009

Consiglio per l'acquisto
Girando alla ricerca di libri dedicati agli alberi capita di imbattersi talvolta in vere e proprie occasioni come quella che segnaliamo (per i primi fortunati lettori) che riguarda un libro di grandi dimensioni (40 x 25 ) , bello e famoso (ricco di tante tavole e disegni in bianco e nero, 408 pagine) uscito nel 1982 e dedicato in particolare agli operatori (architetti, paesaggisti) del verde urbano che si occupano di piantare nuovi alberi in città.
Potete trovare infatti
"L'architettura degli alberi"
a cura di Cesare Leonardi, Franca Stagi Introduzione di Augusto Pirola.
Presentazione di Laura Conti
scontato del 50 % (da 90.38 euro a 45.19 euro )
presso la
libreria Mel Bookstore di Roma

in Via Nazionale 254 - 255 (06.4885405)

Attualmente ne sono disponibili solo poche copie (una decina), però passandoci su ordinazione si può arrivare ad altre 30/40 copie.
Questa la scheda del libro :
Cesare Leonardi (1935) laureato in architettura all’Università di Firenze, è autore di varie pubblicazioni tra cui Il Duomo di Modena – Atlante fotografico. Lavora a Modena. Franca Stagi (1937), laureata in architettura presso il Politecnico di Milano, svolge la libera professione dal 1962 con studio in Modena; il suo impegno professionale riguarda principalmente i parchi, il verde e il restauro di complessi monumentali. Il libro, che si rivolge non solo agli architetti e ai progettisti, ma anche e soprattutto a un pubblico più ampio, presenta alcune riflessioni teoriche e numerosissime tavole grafiche in grado di offrire al lettore tutti gli elementi necessari per ricostruire una conoscenza approfondita, maturata nei secoli (e oggi, purtroppo, in parte perduta) circa le modalità di integrazione tra gli spazi e gli elementi naturali e quelli artificiali. Il lettore può apprendere tutte le caratteristiche delle varie specie di piante, studiare come esse possono adattarsi agli ambienti urbani e alle diverse condizioni climatiche e valutare l’impatto paesaggistico che i diversi tipi di alberi e di spazi verdi possono creare all’interno di vari contesti ambientali. Ad ogni specie botanica sono dedicati un disegno accurato e un’approfondita scheda scientifica. rilegato, 364 tavole.

giovedì 1 ottobre 2009

Pagina di diario
di Hermann Hesse
Torniamo a postare il grande scrittore, e poeta Herman Hesse. Dopo la citazione del 29 Gennaio 2008 e il video tratto da Le metamorfosi di Pictor- una favola d’amoredel 2 Agosto 2008 oggi è la volta di una poesia tratta dal suo libro:
Il Canto degli alberi

Le fenici tascabili
Guanda Editore
Un libro che non dovrebbe mancare negli scaffali della libreria di ogni amico degli alberi. La poesia che citiamo si chiama :
Pagina di diario
Sul pendio dietro la casa
Oggi ho scavato tra radici e pietre
Una buca assai profonda,
Da essa ho tolto tutti i sassi
Ed ho portato via la fragile terra delicata.
Poi in ginocchio per un'ora nel vecchio bosco
Ho estratto qua e là con la paletta e con le mani
Dagli ammuffiti ceppi del castagno
Quel nero, fradicio terriccio
Che sa di caldi funghi profumati,
Due pesanti bacinelle piene, l'ho portato laggiù
E ho piantato nella buca un albero,
Piano l'ho circondato di schiumosa terra,
Adagio ho versato acqua scaldata al sole
Ho rinfrescato e lavato la tenera radice.
Ora cresce, giovane e fresco, e crescerà
Anche se noi scompariremo e dei nostri giorni
La rumorosa grandezza e l'infinita miseria
Saranno dimenticate e la loro folle angoscia.
Lo piegherà la tempesta. Il vento lo scompiglierà,
il sole gli sorriderà, lo stringerà l'umida neve,
L'abiteranno il lucherino e il picchio,
Ai suoi piedi scaverà il riccio silenzioso.
E qualunque cosa abbia subito, patito, sofferto
Nel corso degli anni, l'animale incostante,
Malattia guarigione, il vento e il sole amico,
Per lui i giorni trascorreranno nel canto
Di fronde che stormiscono, cullato
Dal caro gesto delle sue dolci cime,
Nel tenero alito soave del succo resinoso
Che bagna i suoi fiori addormentati,
Nel giuoco eterno di ombre e di luci
Che giuoca felice con se stesso.
1939



lunedì 28 settembre 2009

Gli alberi di Francis Cabrel
Francis Cabrel è un cantautore francese, molto conosciuto nel suo paese con al suo attivo ben 18 Album. Nato il 23 Novembre del 1953 ad Agen al sud della Francia , vive ad Astaffort vicino Tolosa ,dove si trasferì la sua famiglia subito dopo la sua nascita, città per la quale si è impegnato anche politicamente come amministratore . Diversi sono gli accenni nelle sue canzoni infatti a temi sociali e le sue partecipazioni a campagne di solidarietà in Francia. Agli alberi ha dedicato diverse canzoni. Nell'ultimo album uscito nel 2008 e intitolato "Des roses et des orties" c'è "Le chene liege" una canzone nata sotto una quercia da sughero monumentale , noi postiamo invece una canzone del 1994 uscita nell'album "Un samedi soir sur la terre" dal titolo "L'arbre va tomber" . Bellissimo il testo a difesa degli alberi (quasi un inno direi) che riportiamo in francese e presto anche con la traduzione in italiano (se qualcuno la fa e ce la manda via mail lo ringraziamo vivamente). Una canzone da ascoltare e diffondere per tutti gli amici degli alberi.
L'arbre va tomber
(L'albero cadrà)

L'arbre va tomber, les branches salissaient les murs. Rien ne doit rester, le monsieur veut garer sa voiture. Nous, on l'avait griffé, juste pour mettre des flèches et des cœurs. Mais l'arbre va tomber, le monde regarde ailleurs. L'arbre va tomber, ca fera de la place au carrefour. L'homme est décidé et l'homme est le plus fort, toujours. C'est pas compliqué, ca va pas lui prendre longtemps. Tout faire dégringoler l''arbre avec les oiseaux dedans! Y avait pourtant tellement de gens qui s'y abritaient et tellement qui s'y abritent encore. Toujours sur nous penché quand les averses tombaient une vie d'arbre à coucher dehors. L'arbre va tomber, l'homme veut mesurer sa force. Et l'homme est décidé la lame est déjà sur l'écorce. Y avait pourtant tellement de gens qui s'y abritaient et tellement qui s'y abritent encore. Toujours sur nous penché quand les averses tombaient, une vie d'arbre à coucher dehors. L'arbre va tomber on se le partage déjà , y a rien à regretter c'était juste un morceau de bois. Un bout de forêt avancé trop près des maisons , et pendant qu'on parlait l'arbre est tombé pour de bon !Y avait pourtant tellement de gens qui s'y abritaient, et toutes ces nuits d'hiver quand les averses tombaient. T'as dû en voir passer des cortèges de paumés des orages, des météores. Et toutes ces nuits d'hiver quand les averses tombaient une vie d'arbre à coucher dehors, a perdre le nord, a coucher dehors.

Questo il link al sito ufficiale di Francis Cabrel

giovedì 17 settembre 2009

Bäume der Stadt - Alberi in città Gli alberi di Florian Rexroth
Si è inaugurata Giovedì 10 Settembre 2009 a Trieste la mostra fotografica del giovane fotografo tedesco (che vive a Berlino) Florian Rexroth dedicata alle sue visioni degli alberi che vivono in città.
Riportiamo il breve testo che spiega le sue foto :
"La natura come parte della nostra vita. Essa accompagna gli uomini nelle loro attività giorno dopo giorno. Eppure in città è necessario uno sguardo molto attento per cogliere la bellezza e l'individualità della natura che ci circonda.La flora è la parte della natura che viene avvertita per lo più come un complemento nell’ambito urbano. Un bell’accessorio che impronta le atmosfere della superficie cittadina. Nel contesto delle città hanno infatti il sopravvento le opere architettoniche dell’uomo. L’albero come re delle piante. Antico e importante sotto molteplice punti di vista. Gli alberi di una città sono anime fedeli. Accompagnano da generazioni lo sviluppo urbano. Sono testimoni dei cambiamenti e al tempo stesso parte di essi. Racchiudono in sé – così appare – un inesauribile repertorio di storie.“A questi alberi ho dedicato una serie di ritratti. Infatti, a mio avviso, il compito ed anche la complessità della fotografia ritrattistica è di mostrare l’individualità di ciascuna creatura.”Nel lavoro “Alberi in città” gli alberi cittadini vengono estrapolati da ciò che li circonda e quindi individualizzati. All'osservatore delle fotografie si intende offrire la possibilità di percepire il singolo albero con maggiore precisione e senza alcuna distrazione.“Ciò che mi preme è indirizzare l’attenzione sulla personalità degli alberi.”
La mostra realizzata in collaborazione con Triestefotografia 2009 si svolge fino al
9 Ottobre presso il
Goethe-Institut, Via Beccaria, 6 (5° piano)
Dal Lunedì al Venerdì
ore 10-13 e 15-19
Ingresso libero
Maggiori informazioni


Il mio vicino Totoro
(Tonari no totoro)

 
Quella che segue è la versione italiana


 
Esce Venerdì 18 Settembre nelle sale italiane il film di animazione di Hayao Miyazaki. "Il mio vicino Totoro". Realizzato nel 1988 arriva in Italia a distanza di 21 anni e racconta la storia della bambina Satsuke e di sua sorella minore Mei e del loro rapporto con gli spiriti degli alberi che abitano una magica foresta. Indubbiamente un film di un grande maestro (Premio Oscar per il miglior film di animazione nel 2003 con "La Città Incantata") consigliato per tutti gli amici degli alberi. Postiamo il video della canzone del film in versione originale eseguita da Ghibli songs live più la versione italiana con la traduzione italiana) con i testi per chi (magari mentre sta facendo una bella passeggiata in un bosco) avesse voglia di cantarla.
To to ro Totoro To to ro Totoro
Dareka ga, koossori, komichi ni Ko no mi Uzumete. Chiisana me, haetara, himitsu no angoo, mori e no pasupooto, sutekina bouken hajimaru. Tonari no To to ro, Totoro, To to ro Totoro. Mori no naka ni, mukashi kara sunderu. Tonari no To to ro, Totoro, To to ro Totoro. Kodomo no toki ni, dake, anata ni otozureru, fushigina deai. Ame furi, basu tei, zubunure obake ga itara. Anata no, amagasa, sashite agemasho, mori e no pasupooto, mahou no tobira, akimasu. Tonari no To to ro, Totoro, To to ro Totoro. Tsukiyo no ban ni, okarina fuiteru. Tonari no To to ro, Totoro, To to ro Totoro. Moshimo aeta nara, suteki-na shiawase ga, anata ni kuru wa. To to ro Totoro ,To to ro Totoro. Mori no naka ni, mukashi kara sunderu. Tonari no To to ro, Totoro, To to ro Totoro. Kodomo no toki ni dake, anata ni otozureru, fushigina deai. To to ro Totoro To to ro Totoro
Totoro, chi mai sarà che va a piantar di nascosto semi sul sentiero? Se gemme poi ne spunteran.Un codice segreto sarà, l’accesso al bosco consentirà,che fantastica avventura comincerà! Il vicino Totoro, nel bosco abita, ci vive fin dall’antichità! Il vicino Totoro solo al tempo dell’infanzia, tu potresti incontrarlo e poi non più.E ti meraviglierai! Aspetti il bus… che pioggia c’è…! Se un fantasma tutto zuppo è lì con te, l’ombrello tuo, offrigli dai! L’accesso al bosco consentirà,Un portale magico si schiuderà! Il vicino Totoro, nei pleniluni, lui l’ocarina suona lassù! Il vicino Totoro, se mai tu lo incontrassi

giovedì 3 settembre 2009

L'Associazione Damanhur Firenze
in collaborazione con
il Museo di Storia Naturale,
Sezione Orto Botanico "Giardino dei Semplici" di Firenze
presenta
una conferenza
di
Julia Butterfly Hill
Mercoledì 9 Settembre 2009
ore 17 .00 - Via Micheli, 3
Firenze

Ingresso gratuito
Julia Hill, nata nel 1974 e soprannominata Butterfly (farfalla) , è la famosa "ragazza dell'albero", la donna che il 10 Dicembre del 1997 è salita su un esemplare millenario di Sequoia sempervirens (da lei ribattezzata Luna) vivendoci sopra (su una piattaforma a trenta metri di altezza) per oltre 2 anni per evitarne il taglio e per difendere la foresta dall'abbattimento indiscriminato operato da una multinazionale americana del legno. Ambientalista e scrittrice, insieme ad altre persone ha creato la Circle of Life Foundation, e continua a dedicarsi alla protezione delle foreste e della vita. Julia Butterfly Hill sarà a Firenze il prossimo Mercoledì 9 Settembre, alle ore 17.00 per un evento organizzato dell'Associazione Damanhur Firenze presso l'Orto Botanico"Giardino dei Semplici" di Firenze, accompagnata da un'esibizione della Musica delle Piante a cura dell'Associazione Damanhur, Julia parlerà al pubblico della sua esperienza, dei suoi progetti futuri, e risponderà alle domande dei cittadini.
Per maggiori informazioni
Associazione Damanhur Firenze
Via Bardazzi 66 Tel. 055.43.08.61

venerdì 28 agosto 2009

49 anni di bellezza e saggezza.
Torniamo dopo una breve pausa estiva e vacanziera a parlare di alberi e di cultura degli alberi . E con piacere che segnaliamo un albero che per la sua storia, grazia e bellezza è diventato un protagonista della storia. Si tratta di uno splendido esemplare di Cassia fistula x javanica chiamato più comunemente Rainbow shower tree ovvero albero dalla pioggia color arcobaleno per i suoi fiori bellissimi. Eccoli nella foto che segue.
Quest'albero, che rappresenta la città di Honolulu, si trova nel Waikiki’s Kapiolani Park ed è diventato meta e tappa obbligatoria per la visita ufficiale effettuata il 14 Luglio di quest’anno dall’ Imperatore giapponese Akihito e di sua moglie Michiko nelle Isole Hawaii. Perché questa visita di un Imperatore dedicata ad un albero? Semplice perché fu piantato dagli stessi Akihito e Michiko nel 1960 quando erano ancora principi e giovani (27 e 26 anni). Ora dopo 49 anni l’albero è cresciuto nel suo tronco superbo ed è ricco di foglie e fiori colorati ricadenti. I principi invece dopo essere diventati Imperatore ed Imperatrice sono invecchiati e acquisito saggezza che hanno sfoggiato facendo omaggio al loro piccolo alberello divenuto grande, bello e felice. Se un Imperatore si inchina alla bellezza di un albero perché non dovremmo farlo anche noi? Iniziamo a farlo da oggi.
Ah! Se avete foto di vostri alberi che pensate siano belli e imperiali, mandatele a
(con una breve descrizione o una vostra storia sull'albero) le inseriremo nel blog.
L'albero della doccia arcobaleno del parco Kapiolani di Waikiki durante la visita del 14 Luglio 2009

lunedì 3 agosto 2009

La treccia colorata
Storie di botanici ed alberi
Letture d'Estate lungo il fiume e tra gli alberi.
Giardini di Castel Sant'Angelo.Filo Arancione
Mercoledì 19 Agosto 2009
Ore 21.30
I botanici spesso “seri signori accademici” o talvolta “spietati cacciatori di piante".In tre serate, ognuna caratterizzata da un “filo colorato” che unisce le biografie e gli aneddoti di 40 botanici (12 la prima sera e 14 nelle altre due serate) ripercorreremo insieme (con immagini e didascalie) storie di : viaggi, vite vissute in povertà o ricchezza, amore e sentimento, avventure o disavventure. Tutte storie accomunate dalla grande passione per gli alberi.
Una conferenza di
Antimo Palumbo
Scrittore e storico degli alberi.
Anteprima nazionale
Ingresso gratuito

Infoline:
339.762.50.85 - 06.43.86318

venerdì 17 luglio 2009

Alberi e libri :
l'ombù,
il baobab e i chiodi di garofano.

Mercoledì 29 Luglio 2009
ore 21.30
Letture d’estate lungo il fiume e tra gli alberi


Giardini di Castel Sant’Angelo
Spazio Passetto

una conferenza di
Antimo Palumbo

Scrittore e storico degli alberi
.

Il libro è la parte dell'albero nel quale scorre la sua linfa vitale. Partendo dal rapporto esistente tra il libro dell'albero e il libro delle nostre letture e attraverso l' Enciclopedie di Denis Diderot e il caos di Jean Baptiste Van Helmont arriveremo a tracciare, attraverso storie e divagazioni, le caratteristiche fantastiche di tre alberi straordinari tracciandone anche dei collegamenti storici che riguardano il nostro presente e alcune loro componenti mitologiche. Un’occasione quindi per apprendere storie, informazioni e curiosità che riguardano il fantastico mondo degli alberi.


Ingresso Gratuito


Infoline:


339.762.50.85 - 06.43.86318

martedì 30 giugno 2009

Chateaubriand, gli alberi
e un libro per l'estate.
Anne Louis Girodet Trioson
Chateaubriand mentre medita sulle Rovine di Roma
Museo di Saint Malò
Francois Renè de Chateaubriand, un vero amico degli alberi. Davvero? Ce lo dimostrano le sue parole tratte dal libro, appassionato e ben scritto di Delfina Rattazzi “Storie di Insospettabili Giardinieri” che racconta in trenta brevi capitoli, storie e aneddoti che riguardano diversi e vari personaggi (tra gli altri Sting, D.H.Lawrence, Karen Bixen, Nelson Mandela, Antoine de Saint Exupery e Chateaubriand appunto) e del loro amore per il giardino, i fiori e gli alberi. Ecco le sue parole e poi la copertina del libro. Da leggere, senz’altro.

“ovunque siano spariti gli alberi, l’uomo è stato punito per la sua imprevidenza”
Discorso alla Camera dei Pari 1817
“Sono attaccato ai miei alberi: ho scritto per loro elegie, sonetti e odi. Non ce n’è uno solo che non abbia curato con le mie mani, che non abbia liberato dal verme attaccato alle radici, dal bruco incollato alla sua foglia; li conosco tutti per nome come bambini; sono la mia famiglia, non ne ho un’altra, spero di morirle accanto”
Mémoires d'Outre-Tombe 1848
Storie di insospettabili giardinieri
Delfina Rattazzi

Cairo Editore 13 Euro

mercoledì 24 giugno 2009

Albericantati
Un tour tra 3 alberi monumentali

Segnaliamo il tour del gruppo musicale
"Il compleanno di Mary"
(Mino di Martino-Maddalena Bianchi-Angelo Avogadri-Torum Birgitte Sorvik)
che ha scelto di dedicare i contenuti delle sue canzoni agli alberi.
In particolare il tour"Albericantati" si svolgerà in 3 concerti che si terrano ai piedi di grandi Alberi secolari. La scelta degli Alberi, secondo le parole del gruppo "è stata effettuata tra quelli che hanno avuto un ruolo significativo nel territorio e quelli che non hanno ancora trovato comunità che li costudiscono con affetto e che subiscono un vuoto legislativo che li espone di fatto a qualsiasi aggressione."
Queste le date :
ALBERICANTATI
23 luglio 2009
Cipresso di San Francesco
Convento dei frati minori di Villa Verrucchio (Rimini) Emila Romagna
25 luglio 2009
Castagnone di casa Gioiello
Ospitale -Fanano (MO) Emilia
8 agosto 2009
Tiglio di Macugnaga
Macugnaga- (VB) Piemonte
E questi i link per ascoltare le loro canzoni tratte dall'ultimo album
e avere maggiori informazioni attraverso due blog sulle attività del gruppo

lunedì 15 giugno 2009

Associazione Adea amici degli alberi
presenta
Un giorno all’Orto… all’ombra di Cristina di Svezia
Francesco Massimiliano Laboureur
"L'estate" Piazza del Popolo Roma.
Sabato 20 Giugno 2009
Visita all’Orto Botanico di Roma
In compagnia di Antimo Palumbo. Storico degli alberi.
Una giornata alla scoperta degli alberi dell’Orto, e della vita di Cristina di Svezia che abitò nel Palazzo Riario,ora Corsini dal 1663 al 1689 (la sede attuale dell’Orto era il parco del Palazzo).
Aneddoti, passioni, amori e ancora alberi in fiore, rari e profumati e le loro storie imprevedibili.
Programma :
10.00 - Ritrovo
10.15 - 10.45 La storia dell’Orto Botanico e di Cristina di Svezia.
10.45 - 13.00 Visita agli alberi dell’Orto (prima parte).
13.00 - 14.30 Pranzo al sacco e relax all’ombra.
14.30 - 16.30 Visita agli alberi dell’Orto (seconda parte)
L’appuntamento è davanti all’ingresso dell’Orto Botanico in Largo Cristina di Svezia 24. Per iscriversi è necessario un sms di conferma ( entro le 21 del venerdì) al numero 339/762.50.85 o un messaggio alla segreteria telefonica del 06/43.86.318. La partecipazione all’incontro è riservata ai soci dell’Associazione Adea amici degli alberi con due modalità :
Soci ordinari (tessera rossa) contributo di 5 euro e tessera gratuita + biglietto d’ingresso dell’Orto 4 Euro.
Soci sostenitori (tessera verde): tessera annuale 30 euro, partecipazione all’ incontro gratuita, biglietto d’ingresso all’Orto 4 Euro.
Per i primi venti iscritti ci sarà l’ingresso ridotto all’Orto.

lunedì 8 giugno 2009

Non sederti sotto il melo
con nessun altro, tranne me.
Altra canzone dedicata agli alberi. Stavolta è americana ed è del 1942. Scritta da Lew Brown, Charles Tobias and Sam H. Stept è stata registrata per la prima volta il 18 Febbraio del 1942 a New York City da Glenn Miller e la sua Orchestra (due mesi dopo l'attacco di Pearl Harbor). Nel video inserito ad eseguirla, con un'imprevedibile scenografia, sono le Andrews Sisters, un trio di sorelle cantanti (alle quali si sono poi rifatte in Italia le Sorelle Bandiera) attive dalla fine degli anni trenta alla metà degli anni sessanta, e divenute famose durante il periodo bellico della seconda guerra mondiale per i loro concerti organizzati per allietare le truppe. Tema della canzone vede il protagonista che invita la sua fidanzata a non sedersi sotto il melo fin quando non sarà tornato a casa marciando.
Ecco il video

Ed ecco il testo
I wrote my mother, i wrote my father and now I’m writing you too I’m sure of mother, I’m sure of father and now I want to be sure, very sure of you. Don’t sit under the apple tree with anyone else but me ,anyone else but me, anyone else but me, no, no, no, don’t sit under the apple tree with anyone else but me till I come marching home. Don’t go walkin’down Lover’s Lane with anyone else but me , no, no, no, don’t go walking down Lover’s Lane with anyone else but me till I come marching home. Just go word from a guy who heard from the guy next door to me, the girl he met just loves to pet and it fits you a tee. So, don’t sit under the apple tree with anyone else but me till I come marching home. Don’t sit under the apple tree with anyone else but me anyone else but me, anyone else but me , no, no, no,not a single sole but me , no, no, no, don’t sit under the apple tree with anyone else but me not till you see me, not until you see marchin’home home,home,home, sweet home. Don’t go walkin’down Lover’s Lane with anyone else but me with anyone else but her, no, no, no, not a single sole but me no, no, no, don’t you go walkin’down Lover’s lane with anyone else but me, not till you see me, not until you see me marchin’home home,home,home sweet home just wait till I come marching home. So don’t go walkin’down Lover’s Lane, no walking down to Lover’s Lane till you see me, when you see me marchin’home then we’ll go arm in arm. And sit down under the apple tree, baby, just you and me when I come marching home.

lunedì 1 giugno 2009

And the tree was happy
Così finiscono i capitoli del racconto
"The Giving tree"
scritto nel 1964 da Shel Silverstein,
prolifico disegnatore e scrittore per ragazzi e famoso in tutto il mondo.
In Italia è stato pubblicato da Salani nel 2007 con il titolo
"L'albero".
Diverse sono anche le versioni che potrete trovare su internet. Noi ne proponiamo due, una letta da una donna con una voce calda e suadente e l'altra integrale letta invece da un uomo. Chiaramente entrambi sono in inglese ma facilmente comprensibili. Se invece volete sapere di più di Shel Silverstein (nato il 25 settembre del 1930 e scomparso il 10 Maggio del 1999) americano di Chicago, poeta, musicista, autore di canzoni per Mick Jagger, di musiche per i film di Dustin Hoffmann, ma anche vignettista per Playboy e disegnatore dei suoi libri “per bambini”, vi invitiamo a visitare il suo sito (consigliata l'alta definizione) al link seguente.

The giving tree




mercoledì 27 maggio 2009

Un anno in 40 secondi
Un video di Eirick Solheim

One year in 40 seconds from Eirik Solheim on Vimeo.

Se fosse così semplice
Architetti della motosega, pseudogiardinieri, direttori di cantieri e creatori di ordine e sicurezza ricordatevi che un albero è fatto di rami e bellezza. Una volta che questi vengono tagliati, moncati, mutilati, l'albero perde la forma e il suo carattere che non ritornerà mai più come prima.
Che questo video impossibile (perchè montato all'incontrario) dal titolo
"If only it were this easy"
sia un'occasione per riflettere ed iniziare a rispettare gli alberi e la loro bellezza.
La musica è "Opus 36" di Dustin O'Halloran

lunedì 25 maggio 2009

Tenemos recuerdos mi arbol y yo
Altra canzone dedicata agli alberi che si chiama
"Mi arbol y yo".
Stavolta siamo in Argentina e ad eseguirla è
Alberto Cortez
cantante ed autore nato l'11 marzo del 1940 a Rancul.
La storia narra dell'albero piantato dal padre
quando lui bimbo aveva appena cinque anni
e poi della loro crescita parallela
e del loro riincontro a distanza di tanti anni.

Mi madre y yo lo plantamos en el límite del patio

donde termina la casa.Fue mi padre quien lo trajo,

yo tenía cinco años y él apenas una rama.

Al llegar la primavera,abonamos bien la tierra y lo cubrimos de agua;

con trocitos de madera,hicimos una barrera para que no se dañara.

Mi árbol brotó...mi infancia pasó...

Hoy bajo su sombra
que tanto creció...tenemos recuerdos
mi árbol y yo.
Con el correr de los años,con los pantalones largos
me llegó la adolescencia.Fue a la sombra de mi árbol,una siesta de verano,
cuando perdí la inocencia.
Luego fue tiempo de estudio,con regresos a menudo
pero con plena conciencia
que iniciaba un largo viaje,sólo de ida el pasa
jey así me ganó la ausencia.
Mi árbol quedó y el tiempo pasó...
Hoy bajo su sombra
que tanto creció...tenemos recuerdos
mi árbol y yo.
Muchos años han pasado y por fin he regresado
a mi terruño querido.En el límite del patio,
allí me estaba esperando,como se espera a un amigo.
Parecía sonreírme,como queriendo decirme:""Mira, estoy lleno de nidos"
"...Ese árbol que plantamos
hace tantos, tantos años,siendo yo apenas un niño.
Aquel que brotó
y el tiempo pasó....
Mitad de mi vida
con él se quedó.
Hoy bajo su sombra
que tanto creció....
Tenemos recuerdos...Mi árbol y yo.

sabato 23 maggio 2009

Abbracciare gli alberi
Mille buone ragioni per piantarli e difenderli
Giuseppe Barbera
E' uscito da qualche giorno in Libreria il nuovo libro del "mitico" Giuseppe Barbera , professore ordinario di Colture Arboree all'Università di Palermo, e già autore di "Tutti frutti" testo fondamentale per ciò che riguarda la Cultura dell'Albero. "Abbracciare gli alberi " questo è il suo titolo . E' stato pubblicato nella collana "Strada blu" da Mondadori e costa 17 Euro. Noi l'abbiamo letto e lo consigliamo a tutti gli amici degli alberi. Postiamo alcune note di presentazione del libro. Cliccando invece sulla copertina potete sfogliarne e leggerne una piccola parte.
"Abbracciare gli alberi" significa, in senso letterale ma anche metaforico, ritrovare il giusto equilibrio con il nostro ambiente, significa piantarli, coltivarli, difenderli per tutto quello che rappresentano e quello che danno alla nostra civiltà e al nostro benessere individuale. Significa imparare, in modo molto concreto, a farli crescere nel proprio giardino o sul proprio balcone, accompagnati dalle storie e dai segreti sulla loro vita che un grande agronomo siciliano ha raccolto in una vita di studio e di lavoro. Significa anche impossessarsi di nuovo di quell'arte di cui i nostri nonni erano maestri e che noi abbiamo dimenticato: la capacità di riconoscerli, di distinguerli, di raccoglierne i frutti e di farne una fonte di ricchezza concreta. In un momento storico di forte allarme ambientale e di grande preoccupazione economica, Giuseppe Barbera ci insegna cosa dobbiamo fare per appropriarci di tutta la forza e le virtù di una grande risorsa della natura, di un amico profondo dell'uomo, di un fattore di energia, sicurezza e tranquillità: gli alberi. Un grande libro fatto di piccole storie, di racconti che appartengono all'origine della civiltà ma anche di consigli e segreti per coltivare piante meravigliose e circondare la propria vita di salute, forza e bellezza.
Milioni di anni fa siamo scesi dagli alberi, per poi passare gran parte del nostro tempo a tagliarli o bruciarli. Da diecimila anni abbiamo anche imparato a piantarli e ad accompagnarne la crescita, ma lo abbiamo fatto sempre di meno. E adesso che avremmo bisogno di loro per mantenere gli equilibri ecologici, ci accorgiamo che sono troppo pochi. Il rapporto tra gli organismi più evoluti del regno animale e quelli del regno vegetale non è stato equo, perché noi (che ci siamo nominati Sapiens o addirittura Sapiens Sapiens) abbiamo già tagliato almeno la metà delle foreste del pianeta, nonostante i loro alberi abbiano reso il suolo fertile e l'aria respirabile, mitigato gli eccessi del clima, fornito legna, frutti, ombra, bellezza per mille usi indispensabili e piacevoli."Ci sono molte buone ragioni per abbracciare gli alberi, e Giuseppe Barbera ce le mostra tutte, oltre a offrirci una vera e propria guida per piantarli e proteggerli. "Oggi molti credono - e moltissimi lo hanno creduto in passato - che attraverso questo gesto alberi e uomini entrino in comunicazione. Il senso del sacro è nato proprio al cospetto degli alberi, osservando la loro capacità di andare oltre i limiti angusti della primitiva percezione: le radici in fondo alla terra e le chiome che si perdono nel cielo, la vita che rinasce ogni primavera dopo che è sembrata terminare in autunno.Si può poi andare oltre l'abbraccio e manifestare in modo più profondo e concreto le ragioni della riconoscenza e dell'alleanza. Per esempio proteggendo gli alberi da inutili tagli e incendi, seminandoli o piantandoli nei boschi o lungo le strade, coltivandoli con cura, difendendone la crescita, mantenendo il posto che si sono conquistati nell'immaginario e nelle arti. Nel prossimo futuro gli alberi torneranno molto utili: nelle strategie internazionali è a loro demandato un ruolo decisivo nel contenimento dell'effetto serra, nella lotta alla fame e alla desertificazione. Piantarli e difenderli non è, quindi, solo affare degli arboricoltori, ma di chiunque abbia a cuore le sorti del pianeta e delle generazioni future."


lunedì 18 maggio 2009

Tandaradei
Ormai è imminente lo spettacolo profumato e suadente della fioritura dei Tigli. Tra qualche giorno le città oramai accompagnate dallo smog e dal traffico saranno pervase dall'odore dolce e inebriante dell'albero dalle grandi foglie verdi e cordate e apportatore di ombra. Ne omaggiamo la sua storia antica attraverso due canzoni e video che si rifanno alla poesia "Under the linden" del poeta medievale tedesco Walther von der Vogelweide ( 1170 circa - 1230 circa).
Signore e Signori
lo spettacolo della fioritura dei Tigli stà per iniziare.
Partecipate numerosi, l'ingresso è gratuito!



«Under der linden an der heide,
dâ unser zweier bette was,
dâ mugt ir vinden schône beide
gebrochen bluomen unde gras.
vor dem walde in einem tal,
tandaradei,
schône sanc diu nahtegal.
Ich kam gegangen zuo der ouwe,
dô was mîn friedel komen ê
dâ wart ich enpfangen, hêre frouwe,
daz ich bin sælic iemer mê.
kuster mich? wol tûsent stunt,
tandaradei,
seht wie rôt mir ist der munt.
Dô hât er gemachet alsô rîche
von bluomen eine bettestat.
des wirt noch gelachet inneclîche,
kumt iemen an daz selbe pfat.
bî den rôsen er wol mac,
tandaradei,
merken wâ mirz houbet lac.
Daz er bî mir læge, wessez iemen
(nû enwelle got!), sô schamt ich mich.
wes er mit mir pflæge,
niemer niemen
bevinde daz wan er und ich
und ein kleinez vogellîn,
tandaradei
,daz mac wol getriuwe sîn.»
"Sotto il tiglio presso il prato là era il nostro giaciglio,
là potrete trovare belli insieme fiori rotti ed erba.
Davanti al bosco, in una valle,
tandaradei,
tanto bene cantava l'usignolo.
Camminando arrivai al prato: là era giunto il mio amore.
E là venni accolta così felicemente che ne sono sempre più estasiata.
Mi baciò? Oh, per mille ore!
tandaradei,
Guardate com'è rossa la mia bocca!
Là egli aveva costruito,quanto ricco di fiori, un giaciglio.
Riderà di cuore tra sé chi passi da quello stesso sentiero.
Presso le rose potrà,
tandaradei,
scorgere dove giaceva il mio capo.
Lui giacque con me.
Lo venisse a sapere qualcuno (non voglia così Dio)ne avrei vergogna.
E nessuno sappia mai quello ch’ha curato far con me,
a parte io e lui e un piccolo uccellino
tandaradei,
che certamente sarà fedele."