venerdì 13 marzo 2009

Due storie sotto gli olmi
Dedichiamo all'olmo, albero nobile, saggio e forte due storie che lo riguardano :
1. La prima comprende le due famose poesie tratte da
Antologia di Spoon River
di

Edgar Lee Masters

Samuel Gardner

Io che curavo la serra,
amavo alberi e fiori,
da vivo guardai spesso quest’olmo ombroso,
ne misurai con l’occhio i rami generosi,
e ascoltai le foglie festose
carezzarsi amorosamente con dolci sussurri eolii.
E potevano ben farlo:
perché le radici si erano fatte così larghe e profonde
che il suolo della collina, arricchito dalla pioggia
e scaldato dal sole,
nulla tratteneva delle sue virtù,
ma tutte le cedeva alle vigorose radici,
dalle quali erano succhiate e fatte turbinare nel
tronco
e poi nei rami, e nelle foglie,
da cui la brezza traeva vita e cantava.
Ora io, abitatore sotterraneo della terra, vedo
che i rami di un albero
non sono più ampi delle radici.
E come potrebbe l’anima d’un uomo
essere più grande della vita che ha vissuto?


I who kept the greenhouse,
Lover of trees and flowers,
Oft in life saw this umbrageous elm,
Measuring its generous branches with my eye,
And listened to its rejoicing leaves
Lovingly patting each other
With sweet æolian whispers.
And well they might:
For the roots had grown so wide and deep
That the soil of the hill could not withhold
Aught of its virtue, enriched by rain,
And warmed by the sun;
But yielded it all to the thrifty roots,
Through which it was drawn and whirled to the trunk,
And thence to the branches, and into the leaves,
Wherefrom the breeze took life and sang.
Now I, an under-tenant of the earth, can see
That the branches of a tree
Spread no wider than its roots.
And how shall the soul of a man
Be larger than the life he has lived?

 Dow Kritt

Samuel non fa che parlare del suo olmo
- ma io non ho avuto bisogno di morire per intendermi di radici:
io, che ho scavato tutti i fossi di Spoon River.
Guardate il mio olmo!
Nato da un seme buono quanto il suo, seminato insieme al suo,
sta morendo sulla cima:non per mancanza di vita, o funghi,
o insetti parassiti, come crede il becchino.
Guarda, Samuel, lì le radici hanno urtato la roccia,
e non possono più espandersi.
E intanto la cima dell’albero si sta seccando, e muore
mentre tenta di crescere.

Samuel is forever talking of his elm
--But I did not need to die to learn about roots :
I, who dug all the ditches about Sppon River.
Look at my elm!
Sprung from as good a seed as his, sown at the same time,
It is dying at the top:Not from lack of life, nor fungus,
Nor destroying insect, as the sexton thinks.
Look, Samuel, where the roots have struck rock,
And can no further spread.
And all the while the top of the tree Is tiring itself out, and dying,
Trying to grow.

2. La seconda è il trailer del film "Desire under the elms" trasposizione cinematografica del testo teatrale del commediografo americano Eugene O'Neill.

Un uomo anziano (Cabot) che ha passato tutta la sua vita a dissodare dalle pietre un terreno arido e inospitale (una terra dove non ci sono che pietre, pietre sopra pietre, muri di pietra… abbiamo faticato, abbiamo consumato le nostre braccia, i nostri anni. Sotto la terra li abbiamo seppelliti perché marcissero e andassero a ingrossare il raccolto) , i suoi tre figli : Simon, Peter e il più giovane Eben, e una donna , la giovane sposa di Cabot, bella e sensuale (Abbie) che scivola in una tormentata storia d’amore e di passione con il bellissimo Eben. Questi gli ingredienti di un film in bianco e nero del 1958 che vede un giovanissimo e magrissimo Antony Perkins e una prorompente Sofia Loren ambientato e sviluppato sotto l'ombra di maestosi olmi americani.





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